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6月20日 Memoria ritardataria17 Giugno 2008:
<<ASIAGO (VICENZA)
Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all’età di 86 anni. Malato da tempo, Rigoni Stern è mancato ieri sera. La notizia della sua morte è stata tenuta riservata dalla famiglia, per espressa volontà dello scrittore. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio, in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago.>> Non scrivo questo intervento in ritardo di giorni soltanto perchè sono pigro e ritardatario, ma anche perchè voglio contribuire alla memoria di questo evento, dato che in questi giorni la memoria è occupata da pensieri come gli europei di calcio, la fine della scuola e l'inizio delle vacanze, o nel caso dei maturandi, degli ultimi sforzi da compiere per gli esami di stato e molti di noi, forse anche io stesso, abbiamo l'arroganza di espellere dal cervello notizie come questa. Voglio ricordare questo scrittore non tanto per i suoi racconti della tragica esperienza che lo ha segnato. Ma lo voglio ricordare come persona, era uno di quegli uomini che adesso non si trovano più: era una persona intelligente e saggia, aveva un carattere mite e distaccato, ma soprattutto umile. Non ha cercato la fama, nello scrivere i suoi libri, ma ha voluto soltanto che un episodio tragico come la ritirata dalla Russia non restasse relegato in un capitoletto di un libro di storia, ma che venisse giustamente ricordato come una dolorosa traccia del nostro passato.
Invito i lettori di questo piccolo intervento di uno Spaces a riflettere su tale perdita e prendere esempio da una personalità simile, e se non lo conoscete documentatevi. Vale la pena di sapere che fino a pochi giorni fa è stata in vita una persona così speciale. 6月16日 La maturitàMi rifiuto di dire le solite cose riguardo al fatto che non scrivo da un botto su questo maledetto Spaces e passo subito all'argomento delle mie divagazioni mentali: L'esame di maturità.
Non mi metterò a dire le solite cose sdolcinate su tale prova, ma vedrò la cosa da un punto di vista etimologico.
Io sono radicalmente contrario a definirlo in questo modo, e sono daccordo con la sua nuova denominazione, ovvero "esame di stato". Perchè? Per il semplice fatto che se questo esame premiasse la maturità il conteggio dei candidati (Adoro parlare cerimonoso che ci posso fare?) che superano le prove andrebbe decimato. Perchè parlo in termini così catastrofici, vi chiederete! Partiamo dalla mia esperienza personale, ho conosciuto negli ultimi cinque anni persone (se le posso considerare tali) il cui livello di maturità (a 18-19 anni!) era davvero al minimo, dato che sembrava stessero, essendo molto ma molto generosi, in una scuola elementare invece che un liceo classico. Se dobbiamo partire dal mio ragionamento iniziale, ai cosidetti "esami di maturità" tali individui sarebbero i primi a non essere ammessi, cosa che purtroppo non succede. Quindi per favore, caro Mondo iniziamo ad essere coerenti, ok? |
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